Pur senza raggiungere i primati dei larici della val d'Ultimo, anche i pini cembri della val Tramin possono vantare un millennio di battaglie col vento e gli inverni di questo luogo, tra i più suggestivi dell'Alto Adige.
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Località di partenza:
Regione Trentino-Alto Adige, Provincia di Bolzano, Sarentino, Frazione Laste
Località di arrivo:
Regione Trentino-Alto Adige, Provincia Bolzano, Comune Sarentino, Frazione Laste
Pur senza raggiungere i primati dei larici della val d'Ultimo, anche i
pini cembri della val Tramin possono vantare un millennio di battaglie
col vento e gli inverni di questo luogo, tra i più suggestivi dell'Alto
Adige.
Se ne stanno orgogliosi sui loro blocchi di porfido, sfidando il tempo,
oltre il limite della vegetazione, e sembrano idealmente riuniti in
perenne assemblea a discutere eventi che noi non possiamo immaginare.
Nessun altro albero potrebbe spingersi fin lassù, oltre i 2000 metri di
quota. Il bosco curato dall'uomo si ferma più in basso: questa è una
zona "autogestita" dalla popolazione locale che da secoli sfrutta e
tutela in modo armonico il prezioso tesoro del legno. Tra le rocce e
radi ciuffi di rododendro, il Conclave dei Patriarchi è uno spettacolo
iripetibile che val la pena di conoscere.
Descrizione: superato il paese di Sarentino, la valle cambia nome e
diventa val di Pennes; si sale verso il passo omonimo a 2215 metri,
aperto solo d'estate, che collega Bolzano a Vipiteno, e al paese di
Pennes si prende a destra la strada secondaria che, costeggiando il
fiume Talvera, raggiunge la frazione di Asten/Laste (1541 m). Si segue
la strada fino al divieto di transito, poco oltre gli ultimi masi, dove
si lascia l'auto. A piedi si segue inizialmente la strada forestale, e
alla prima marcata curva verso sinistra parte il sentiero n. 13, che su
terreno ripido tra boschi di albeti e poi di larici raggiunge la Malga
Tramin/Alpenhütte (1970 m; ore 1,20). Il sentiero, ben tenuto, è stato
ripristinato di recente; la malga si può raggiungere anche seguendo la
strada forestale, più lunga ma con dislivello più dolce. Dall'alpeggio
le magre praterie d'alta quota si arrampicano sui versanti della conca
di origine glaciale che la circonda, e già si intravedono i secolari
Patriarchi che vale la pena di raggiungere e ammirare da vicino,
sparpagliati sugli impervi fianchi della conca intorno ai duemila metri
di quota.
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