en de Spacer Home Spacer Itinerari Spacer Sulle Montagne del lago di Como - 2° itinerario

Sulle Montagne del lago di Como - 2° itinerario

La traversata del monte di Lenno con le ciaspole

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Località di partenza: Regione Lombardia, Provincia di Como, Argegno
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Autore: Giancarlo corbellini
Tipologia itinerario: con le racchette da neve
Dislivello in salita (m): 300
Dislivello in discesa (m): 300
Tempo di percorrenza (hh:mm): 4:00
Punti di appoggio: rifugio Venini
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Note: Località di partenza e di arrivo: Alpe Colonno (1322 m).
Ad Argegno si abbandona la Strada Regina e si risale la Valle d'Intelvi fino a Castiglione e a Ponna. Qui si imbocca la stretta strada militare che porta all'alpe di Colonno dove in genere si calzano le ciaspole (1322 m).
Descrizione: Dall'alpe si imbocca la strada che sul versante della Valle di Ponna taglia in costa le pendici del Monte della Duaria e porta al successivo Passo della Boffalora (1252 m; rifugio privato chiuso in inverno). Da qui si prosegue più ripidamente e con un paio di tornanti e un lungo mezzacosta sui fianchi orientali del Monte di Lenno si perviene all'omonima Alpe (1495 m).
A questo punto si abbandona la strada che prosegue verso il rifugio Venini e si effettua la traversata del Monte di Lenno (1589 m) salendo per la stretta cresta nord e scendendo, poco a monte della Boffalora, per la larga e facile groppa meridionale. Grandioso il panorama che dal sottostante lago di Lugano spazia dal Monte Rosa al gruppo del Bernina. Variante: dall'Alpe di Lenno si continua in piano fino al rifugio Venini (spesso aperto anche in inverno nei giorni festivi con ottima cucina).
Da qui, passando per una batteria di obici della Linea Cadorna in cui scriteriatamente è stato costruito un piccolo osservatorio astronomico, si può effettuare la traversata del Monte Calbiga (1698 m) concatenandola a quella del Monte di Lenno (media difficoltà/difficile). Oppure si continua in piano fino al "Colle" dove si trova un'altra batteria blindata di cannoni con quattro piazzole disposte a livelli differenti che conservano ancora notevoli opere di muratura, anche se in parte deteriorate dal tempo e dal prelievo dei materiali effettuato nel tempo dai pastori. Per la sua difficoltà di accesso è l'unica di questo genere sopravissuta in tutta la Valle d'Intelvi.

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