1° tappa: Pont St. Martin/Arnad
(km 10; disl. +90 m; ore 3)
2° tappa: Arnad/Montjovet
(km 9,2; disl. +65 m; ore 3,5)
3° tappa: Montjovet/Nus
(km 18; disl. +130 m; ore 6,5)
4° tappa: Nus/Aosta
(km 10,3;disl. +90 m; ore 4)
5° tappa: Aosta/Arvier
(km 11,3; disl. -110 m; ore 4)
6° tappa: Arvier/Morgex – La Salle
(km 9,5; disl. +190 m; ore 4)
Pont St. Martin è considerato la “porta” della Vallèe. Subito dopo
l’abitato, iniziano i terreni coltivati a vite che producono le uve
Donnas, utilizzate per l’omonimo vino, ottenuto con uve nebbiolo per
almeno l’85%. È un rosso brillante che, con l’affinamento, tende al
granato chiaro. Nella zona di Verrès, sono concentrate le coltivazioni
di Arnad Montjovet, un rosso rubino brillante dal profumo leggermente
mandorlato, prodotto con almeno il 70% di uve nebbiolo. Oltrepassata
Saint Vincent, ecco il regno di Chambave che qui si produce nelle
versioni muscat e muscat flétri, con la classica impronta ed il profumo
intenso del moscato, e nella vinificazione con uve Petit Rouge che, con
l’affinamento, assume un delicato profumo di viola. Poco dopo, iniziano
i terreni coltivati con uve di pinot grigio con le quali viene prodotto
il Nus Malvoisie, la cui versione flétri, molto amabile ed alcolico, ha
un delizioso retrogusto di castagna e di essenze legnose. Il Nus viene
vinificato anche con uve Petit Rouge e Vien de Nus per almeno il 40%.
Siamo ormai alle porte di Aosta, superata la quale troviamo la terra
dell’Enfer: la zona di Arvier è infatti conosciuta soprattutto per
questo vino rosso granata, intenso, secco e dal retrogusto leggermente
amarognolo. Prodotto con almeno l’85% di uve Petit Rouge, l’Enfer
d’Arvier è uno dei vini più pregiati dell’arco alpino. Siamo ormai alla
fine del nostro viaggio tra i vigneti. Non resta che assaggiare un
calice di Blanc de Morgex et La Salle, ricavato esclusivamente da uve
Priè Blanc, con un colore giallo paglierino tendente al verde pallido,
con un delicato profumo di erbe di montagna.
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