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Reportage fotografico Terre Ferite

Un commento del nostro caporedattore ai servizi fotografici realizzati nelle terre ferite dall'alluvione e pubblicati nei giorni scorsi.

Miniatura immagine

 

Un mese fa erano i pergolati bassissimi a digradare verso il mare nel regolare alternarsi di “cian” e muretti.

 Il 25 ottobre a scendere dai pendii dove ha radicato la vite e hanno trovato spazio i muri delle case di Vernazza e Monterosso al Mare sono state enormi colate di fango che hanno lasciato alle spalle frane, morti, feriti e disperazione.
A questo inferno di acqua e terra gli abitanti dei due borghi hanno risposto rimboccandosi le maniche per spalare il fango che raggiungeva il secondo piano delle case oggi inagibili.

La voglia di rinascere di questa gente e la volontà di riappropriarsi del loro paradiso oggi perduto, è stata la risposta vera e concreta all’incuria e alla colpevole miopia dei nostri politici e amministratori.

A Vernazza la via principale del paese, nata dalla copertura del rio Vernazzola, scendeva verso il mare chiamando a raccolta i pittoreschi carruggi collegati da ripide scalinate, logge, vecchi porticati e portali lavorati. Dal 25 ottobre il torrente si è riappropriato del suo letto naturale, tanto che oggi la strada non esiste più, divelta dalla forza d’urto dell’acqua scesa dai monti di queste “terre verticali”. La tipologia costruttiva di Vernazza è la stessa di Monterosso al Mare. Allo stesso modo hanno vissuto questa tragedia.

La speranza è che le immagini di questo reportage fotografico che ho realizzato non si trasformino in cartoline del passato.

Enrico Bottino, caporedattore di TREKKING&Outdoor

 

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